In caso di passaggio da un altro fondo interprofessionale a Fondimpresa, viene trasferito il 70% delle somme accantonate dal datore di lavoro presso il fondo di provenienza, al netto di quanto già speso. Questo importo confluisce direttamente nel “Conto Formazione” dell’azienda aderente, diventando immediatamente disponibile per finanziare piani formativi personalizzati.
Le risorse accantonate annualmente sul Conto Formazione devono essere utilizzate entro due anni dal trasferimento. Se non vengono impiegate entro questo termine, vengono reindirizzate al “Conto di Sistema”, uno strumento di solidarietà con cui Fondimpresa finanzia progetti formativi a beneficio dell’intera platea di imprese aderenti, con particolare attenzione alle micro e piccole imprese.
Con la revoca dell’adesione, l’azienda perde automaticamente il diritto a presentare nuovi piani formativi e a ricevere finanziamenti. Inoltre, tutte le risorse presenti sul Conto Formazione vengono riacquisite da Fondimpresa. In presenza di un piano approvato già avviato, è possibile mantenere la validità del piano secondo le disposizioni aggiornate dal CdA in data 26/01/2017.
In caso di variazioni societarie come fusioni, scissioni, cessioni, cambi di codice fiscale o matricola INPS, l’azienda deve compilare e inviare un FORMAT specifico disponibile sul sito di Fondimpresa. È necessaria una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con allegato il documento d’identità del dichiarante. In questo modo, Fondimpresa può procedere all’accorpamento delle risorse dei conti coinvolti, garantendo continuità nella gestione dei fondi.
Il cambio di denominazione o ragione sociale va comunicato accedendo alla sezione “Anagrafica azienda” dell’area riservata sul portale pf.fondimpresa.it. È importante mantenere aggiornati i dati aziendali per evitare interruzioni nei servizi e nella rendicontazione dei piani formativi.
Possono partecipare alle attività formative finanziate da Fondimpresa tutti i dipendenti (operai, impiegati, quadri) delle aziende aderenti per i quali è versato il contributo obbligatorio dello 0,30%. Sono inclusi anche i lavoratori stagionali e quelli posti in cassa integrazione guadagni, purché coinvolti in piani formativi condivisi.
No. Dal 2014 è stata abolita la soglia minima di finanziamento. Le aziende possono presentare piani formativi di qualunque entità, fino a esaurimento del proprio plafond disponibile, anche utilizzando il maturando (cioè l’importo stimato dei prossimi versamenti). Ciò consente anche alle piccole realtà di attivare percorsi formativi su misura.
No. Poiché il Conto Formazione è alimentato esclusivamente dai contributi versati dalle singole aziende aderenti, non rientra nella normativa sugli Aiuti di Stato. Questo semplifica le procedure e consente una maggiore autonomia nell’uso delle risorse.
Se compare questo messaggio, occorre effettuare una nuova registrazione sul sito pf.fondimpresa.it/fpf/. Per motivi di sicurezza e tutela della privacy, gli account che non accedono per più di 6 mesi vengono disattivati automaticamente.
Accedendo all’area riservata del sito fondimpresa.it, è possibile consultare in tempo reale lo stato del proprio Conto Formazione. Per farlo, l’azienda deve registrare un responsabile aziendale, che riceverà login e password via posta.
Per le aziende neo-aderenti, l’importo dei contributi stimati viene calcolato sulla base di una media di 40 euro per dipendente all’anno. Questo importo è evidenziato nella sezione “Risorse” del sistema informatico dopo l’attivazione del piano e consente di presentare richieste di finanziamento anche in via previsionale.
È fondamentale aggiornare i dati entro il giorno precedente all’avvio di ogni azione formativa. In caso di disfunzione tecnica della piattaforma FPF, è possibile richiedere l’integrazione inviando una mail a help@pf.fondimpresa.it indicando ID Piano, sigla DSF e Regione.
Per tutti i piani presentati dal 16 maggio 2011, il questionario di rilevazione degli esiti va compilato prima della presentazione del rendiconto finale. Il questionario si trova nel menu “Rendicontazione” del sistema informatico ed è obbligatorio per chiudere correttamente il piano.
Sì. La formazione può essere realizzata anche all’interno dell’azienda di appartenenza, nel rispetto di un piano condiviso. Il Ministero del Lavoro ha confermato la legittimità di questa modalità e ha invitato l’INPS a informare le proprie sedi per uniformare le interpretazioni.
Negli interventi finanziati esclusivamente con risorse aziendali (Conto Formazione), è ammessa la partecipazione di uditori, ossia lavoratori non versanti il contributo. Tuttavia, non concorrono ai fini della validità delle attività e i relativi costi non sono rendicontabili. Nei piani finanziati con Avvisi pubblici, la partecipazione degli uditori è vietata.
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